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AzO to.
C’è un posto
spalmato a riquadri neri e vuoti sulle pareti
ma la testa sa che
ovunque, e non potrebbe essere altrimenti
i contorni si legano sinuosamente
ed è cosi pieno che
quasi non c’entra più un corpo.
So già come sarà
sparire
alimentatore
appeso chiodi e sudore sul bordo della scatola
solo se conviene
si può restare connessi
e poi
dimenticarsene.
Gli omini dei traslochi scavalcano le recinzioni
c’è uno con in mano un pitone imbalsamato
in salamoia e pianto
c’è un senso?
Tutto è perfetto
lo specchio mi vede
ma è dentro me che
si sentì scoppiare una bolla di vuoto
NON SI POSSONO VINCERE GUERRE COSì.
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Auguro all'equilibrista, che, badate bene, rimane pur sempre l'unico in grado di sorreggerne il peso. Ridacchia. L'equilibrista. Sembra non curarsi, e in questo non posso che dargli ragione, dei problemi che un uomo della sua età solidifica e, piangendo, scrosta via dal fondo della pancia. L'equilibrista è sicuro, una corda e il niente. Volge per un istante lo sguardo alla parte destra della platea, poi , d'un tratto, i legamenti e i nervi del collo sinuosamente si torcono, fluido, seta nell'aria. Le ginocchia si flettono verso l'impatto, e, magicamente, sparire. Coriandoli. Un gusto nuovo nel sentirsi, di nuovo, appeso. E per nulla intenzionato alla stabilità.
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Io non so scrivere.
Dio solo sa le volte che ho azzeccato una frase, che ho afferrato tangibilmente un concetto innovativo e esaltante, e poi… puff. Il bello si condensa in idee misto musica e mi rinfresca la testa. Ma poi qualcosa lo inghiotte, il bello non ce la fa. Sono i vermi, gli acidi e le arterie che continuano a muoversi. Ma il bello, proprio lui, è esanime nel fondo della scatola.
Mi nonna mi preparava una incantevole torta con marmellata di fichi. Aveva un sapore apparentemente indescrivibile. L’odore liquefaceva all’ingresso delle narici, lasciando al caso l’onore della scelta. Il mio sogno era quello di possedere una riserva di torta anche per quando mia nonna non ci sarebbe più stata. Avrei conservato la sua creazione. Ne avrei tramandato i segreti e la gioia. Sarei riuscito a riportare il suo sorriso sui volti di chiunque ne sagiasse un pezzettino. Ma, ahimè, il vento gelido degli anni se l’è portata via vecchia e tremendamente stanca di preparar torte. Il sapore del bello tace chiuso in una bara.Mia nonna non era una scrittrice. Ed è per questo che non so scrivere. Non so nemmeno fare la marmellata di fichi. Ma ne ho rubato il sorriso e l’incanto. Ne serbo in grembo sempre una soddisfacente quantità. Sto invecchiando e sbocciano i tulipani svegliati dal tepore primaverile. Lenzuola e occhiaie a nastro. Zanzare. Come fa uno a scrivere se non lo sa fare?
Siamo in assetto di battaglia. Le pulci mangiano e ci cagano addosso. Ci siamo liberati dalle grinfie del maligno. Ed è qui, nelle sale imbottite di marijuana e alcool che progettiamo la rivoluzione. Amarezza, tanta amarezza. Un liquame che ristagna nell’interno e brilla di morte. Un sottile lembo di seta che lo avvolge supino, bagliori del risveglio. Tania piange e si stringe al suo piumone. Nell’aria un forte conato di fumo. Come possiamo amarci se sono chiuso in un armadio. Come posso dimenticarmi di ciò che è stato e della serpe che è in me. Lampi di un amante che non scorda, e non sa scrivere. Goccioloni di argilla come se stesse per colmarsi tutto questo spazio che vedo all’orizzonte. E se, guarda caso, sia io ciò che ne resta.
Dio li benedica a quelli che la nonna gli ha insegnati a scrivere. Io ho perso la mia forma una manciata di mesi fa. Storpio e ammaccato riuscivo a stento a tenermi diritto. E chi l’avrebbe mai sospettato? Mia nonna avrebbe dovuto avvertirmi in tempo.
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risveglio zoologico
BUM BUM BUM.
D’un tratto un coccodrillo si fece più vicino, e potei guardarlo negli occhi. Potei intuirne l’odio ed il disprezzo, l’invidia e la rabbia. In quell’istante la scena si impregno di una calma difficilmente descrivibile con le parole, aulica divina irreale bianca placida quieta. Fu in quel momento che riuscii a penetrare nella testa del rettile diaspide ed in quel momento mi vidi bello e nudo ed unto. Petto scolpito, le mani premute sul materasso e le braccia tese. Ogni nervo articolazione e muscolo sinuosamente rigidi e delineati, forme geometriche pure e lievemente rigonfie. Hermes di Prassitele.Calma.
Poi il coccodrillo spalancò le fauci. Lei continuava ad ansimare ed a goderne. Io galleggiavo e sentivo ogni poro del mio corpo aprirsi ed ingoiare il violastro baluginare. Le mascelle si chiusero rapidamente sui sostegni d’amianto, poi diede un vigoroso strattone con il collo, e tutta la vetrata venne giù. Anatre, struzzi, lepri, camaleonti, fenicotteri, pastori, giocolieri, aironi, giaguari, cavallette, lucertole ed antilopi iniziarono a riempire la stanza. Le mosche uscirono. Il coccodrillo rimaneva fermo e sanguinante dalle gengive. Io non distolsi lo sguardo dal suo nemmeno per un istante. Lei urlava ancora più forte e contorceva spasmodicamente le membra. La luce squarciò la calma. I serpenti lentamente riempirono le lenzuola.Poi aprii gli occhi in una stanza non mia. La bocca marcia
d’alcool e un enorme mal di testa. Nessun animale, esclusi
i moscerini sul groviglio di bottiglie.
Indossai i calzini e
me ne tornai a casa.
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botamica comportamentale
Ringrazierò per primo
l’ OLEANDRO
per il suo portamento arbustivo e per i suoi fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l’esterno.
I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi sonoBELLI.
Non me ne vogliano MALE
i GINEPRI
dagli arbusti r_a_m_o_s_i
foglie lineari-aghiformi, pungenti, riunite in verticilli.
fiori piccoli,
quelli maschili riuniti in minuscoli amenti ovoidali di colore giallastro,
quelli femminili generalmente isolati o riuniti in piccoli gruppi.
Il frutto è una pseudobacca di colore brunastro chiamata galbulo;squamosa e pruinosa,
caratteristiche bacche aromatiche di colore blu.
in quanto a noi c’è Carlo che si sente le zanzare PIZZICARE dappertutto
ed io
FINGO
di non essere per niente turbato
e di essere completamenteLUCIDO
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soqquadro
aLVeari,
caro amico, non li puoi nascondere. Non puoi dimenticaremostarda
senza sentirtene in
C O L P A!
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