Scie nell’aria. Le guardi e te le mangi.
Le guardi e sei migliore.
Poi gli uccelli le distruggono con la loro pretesa di sentirsi più liberi, con l’astio tra i denti, e la lingua detergente.
Maniere ostili ma leggere, gulag.
In un mondo migliore le 7:00 arriveranno sempre più tardi, e il sole coi suoi figli e le puttane, sorgerebbe al mio risveglio, accompagnandomi nel mondo come un ubriaco accompagna tutto ciò che gli è rimasto.
Il percorso lavatrice sterile, per il momento lo deglutisco, ma non ricordarmi mai il tuo nome…
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